"DESPATCHES FROM LONDON"

RADIO BRIXTON
LIVE AT KING'S HEAD - LONDON
10/07/2002

Voglio subito sgombrare il campo da equivoci: questa non vuole essere una recensione della data londinese dei Radio Brixton ma semplicemente una descrizione dei miei/nostri stati d'animo durante il soggiorno nella più intrigante città del mondo.Beppe, il nostro bassista, è partito prima di noi per preparare, per così dire il terreno. E' lui il nostro punto di contatto con l'Inghilterra, con la sua fitta rete di amicizie e scambi di bootleg e altre curiosità clashiane.A proposito, contattatelo se volete sapere, per esempio, con quale pezzo i Clash hanno iniziato il concerto di El Alamein il 24 maggio 1981!!!! Io, Gigio e Antonello, i restanti ¾ della band, ci siamo imbarcati in quel di Genova il giorno stesso del concerto (10 luglio). Arriviamo intorno alla mezza, il tempo di capire come attraversare la strada e mangiare un boccone, ed ecco che si fanno le 18, ora del sound-check . Ci accolgono, con Beppe, gli amici inglesi Anthony e Rob, più le band One Iota e Aubrey Lemmon: il calore è, per così dire, latino!

Il pub è antichissimo e sa di storia, anche se qualche fighetto potrebbe dire che pare un po' sporchino!!!! Alle pareti del King's Head (questo il nome del locale) sono appese foto di celebrita', tra le quali riconosco Plant dei Led Zeppelin (Dio ci scampi e liberi, comunque!).Iniziano gli Aubrey Lemmon, giovanissimo terzetto di stile Green Day, nei quali scorgo tracce di Mod 79, un po' piu' robusto. Sono veramente tosti, con nessun riguardo all'apparente freddezza del pubblico inglese e tecnicamente molto preparati. Strumentazione propria e piglio da gruppo navigato, forse un po' troppo seri fuori dal palco, ma è un'impressione la mia, che lascia il tempo che trova.

Cambia scena ed entrano One Iota, altro genere, in alcuni momenti ricordano gli Oasis, comunque esibiscono un pop-rock piuttosto robusto: beh, non è proprio il mio paio di scarpe ma resto soggiogato dalla professionalità e soprattutto dalla " botta " del drummin' di Smiley, nostro vero contatto per la serata.

Per finire, praticamente come headliners, saliamo sul palco noi Radio Brixton, non privi di un certo timore su come potrebbe reagire il pubblico inglese ad ascoltare le canzoni di un gruppo storico di casa eseguite da 4 italioti!!! Attacchiamo con London Calling, visto che la migliore difesa è l'attacco, proseguendo con Clash City rockers, White Man - dedicata ad Anthony - Safe European Home, Tommy Gun: il pubblico non è scalmanato - sarà forse per l'età media non bassissima! - però segue con attenzione e batte le mani, una contro l'altra e non sulle nostre facce, il che è già una bella vittoria!Piano piano l'atmosfera si surriscalda e , allontanate alcune remore reverenziali nei confronti di Clash e pubblico inglese, proseguiamo con Stay Free, Brand new Cadillac, Police & Thieves, introducendo la quale azzardo un parallelo, non proprio campato in aria nevvero, tra Maggie e il nostro Super Silvio: il tutto in inglese credo comprensibile e la cosa mi dà molta carica (allora riescono a capirmi, cazzo!!!). Un medley tra Lover's Rock/Spanish Bombs prepara un finale alla nitro: facciamo qualche errore e rimediamo guardandoci in faccia, quello conta per me in un gruppo.Tenetevi ora! What's my name-Career opportunities-London's burning (ho la pelle d'oca se penso che la sto cantando proprio qui!) -Garageland-White riot (non so se rendo) e, per finire, I fought the law con Smiley alla batteria.

Il nostro master ceremony, Kev da Manchester, ci richiama sul palco a gran voce ed invita il pubblico a fare altrettanto, così ritorniamo e suoniamo ancora Janie Jones e Blitz krieg bop, dedicata - manco a dirlo - a Joey e a Dee Dee Ramone.Bella esperienza, buon concerto dei Radio Brixton che speriamo possa aprire qualche altra porticina: suoniamo con il cuore, siamo una garage band, non dimenticatelo. Ah! La sera dopo, ciliegina sulla torta, si è tenuto il gig di un certo John Mellor a Shepherd's Bush. Ma per questo avvenimento, dovrete leggere il resoconto di Mauro Zaccuri.

Alessandro (Radio Brixton)

P.S. : A mio padre, scomparso qualche mese fa, dedico questa mia immensa gioia, dovunque lui sia.