A.A.V.V.
“ Revolution Rock, A Clash Jukebox”
(Trojan Records, Ottobre 2006)
Raccolta curata da Paul Simonon

Track List :
Jonathan Richman “Roadrunner” – The Troggs “I Can’t Control Myself” – Desmond Dekker “Israelites” – Bo Diddley “You can’t judge a book by its cover” – The Kinks “Dead End Street” – Roger Miller “King Of The Road” – Anthony Newley “Pop Goes The Weasel” – Vince Taylor “Brand New Cadillac” – The Ramones “Blitzkrieg Bop” – Junior Murvin “Police and Thieves” – The Maytals “Pressure Drop” – Booker T “Time is Tight” – Thunderclap Newman “Something In The Air” – The Bobby Fuller Four “I Fought The Law” – Lloyd Price “Stagger Lee” – The Rulers “Wrong ‘Em Boyo” – Danny Ray “Revolution Rock” – Alton Ellis “Dance Crasher” – Willie Williams “Armagideon Time” – James Booker “Junco Partner” – Mose Allison “Look Here”.


Leggete la track list e vi troverete lanciati nel bel mezzo di quello che fu il caleidoscopico sound dei Clash, dalle radici della musica popolare (americana – inglese – caraibica) al punk rock. Paul Simonon ha curato personalmente, per la storica Trojan Records, una raccolta assolutamente godibile, che non potrà non incuriosire tutti i fan dei Clash, anche per la massiccia presenza di brani originali poi coverizzati dai quattro cavalieri.

Joe Strummer, Paul Simonon, Mick Jones e Topper Headon furono da subito influenzati da una miriade di generi musicali (rock’n’roll, reggae, ska, rhythm and blues, beat, soul) con un elemento comune : era musica delle radici, roots music, popolare come si è detto, nella quale i protagonisti/musicisti erano spesso “outsider”, ed ai margini del mainstream. Poca scena e molta sostanza, verrebbe da dire. Qualcuno di questi artisti con uno spessore sociale importante, altri invece misconosciuti protagonisti di quella rivoluzione culturale e di costume che si chiama rock’n’roll. Per questo piacevano ai Clash, che mai dimenticarono questo creativo background musicale, anche nei primi anni del punk inglese (slogan a parte…).

Simonon riordina i pezzi del puzzle proponendo un mucchio di belle canzoni : Jonathan Richman e la “Roadrunner” (provate e riprovata in cantina dai London SS di Mick Jones e Tony James – era il 1975), i bravi The Troggs dal sound rozzo e abrasivo (il loro cantante, Reg Presley, fu un precursore dei cantanti punk), i campioni Desmond Dekker (con l’hit “Israelites”) e Bo Diddley che tanto influenzò nel modo di suonare Joe Strummer, ancora Roger Miller e la sua deliziosa “King Of The Road”, suonata nel famoso “busking tour” scozzese degli “altri Clash” nel 1985.
Omaggiati anche i Kinks, capofila del beat inglese, che Strummer e Simonon usavano spesso ascoltare nella famosa “Rehearsal Rehearsal” la casa-sala prove in Camden Town. Naturalmente non potevano mancare i Ramones con la loro “Blitzkrieg Bop”, veri padrini del movimento punk, stimatissimi dai Clash.

Poi una sequela di pezzi che furono “rimasticati” dai Clash fino a diventare presenze fisse nei loro concerti ed amatissime dai fan : il reggae di “Police And Thieves” di Junior Murvin (inserita in “The Clash”, l’album d’esordio del 1976), “Brand New Cadillac” di Vince Taylor , uno dei primi musici inglesi davvero r’n’r (la versione fatta dai Clash entusiasmò il produttore Guy Steven che la volle a tutti i costi in London Calling), i ritmi giamaicani di “Pressure Drop” di The Maytals, “Stagger Lee” di Lloyd Price, “Wrong Em Boyo” dei Rulers, “Armagideon Time” di Willie Williams.

Grandi rivisitazioni fecero invece i Clash con la versione di “Junco Partner”, originariamente scritta come un blues dal pianista di New Orleans James Booker. Il pezzo, conosciuto da Strummer, divenne un dub dopo la cura Simonon-Headon durante le prime sessioni per Sandinista fatte al Channel One studio di Kingston. Solo più energica e diretta la cover del “jazzy” di Mose Allison “Look Here”, un brano fatto proprio da Mick Jones.

Le note su ogni singolo brano le troverete nel booklet compilato da Simonon, commentato anche da Chris Salewicz. Un jukebox proprio ben fornito, non c’è che dire, solo che la monetina da inserire vale 16 euro.
Ma per una “revolution rock”, cosa volete che siano ??


Mauro Zaccuri