MODENA CITY RAMBLERS E GANG LIVE
"Non si dimentica", concerto per ricordare i tre martiri
Rimini , Piazza Cavour, 16 Agosto 2004

Serata intensa a P.zza Cavour. E' da molto tempo che i valorosi Partigiani, combattenti durante la resistenza al nazifascismo, non trovano lo spazio che meritano. Nelle ricorrenze più popolari, vedi 25 aprile, sono persino irrisi o criminalizzati senza alcun rispetto, come se si possa cancellare o addirittura non considerare, una pagina importante di storia per il fondamento della nostra repubblica. Il ringraziamento principale per il meritato spazio va all'ANPI, che svolge un lavoro di memoria importantissimo per noi e per l'Italia nel mondo. Oggi in particolare si commemora l'eccidio di Mario Capelli, anni 23, Luigi Nicolò 22 e Adelio Pagliarani 19, appartenenti alla 29esima brigata del GAP, impiccati in P.zza Giulio Cesare il mattino del 16/08/1944 da una truppa di mongoli guidati da militari e ufficiali tedeschi. Nei giorni a seguire il luogo divenne P.zza tre Martiri, il patibolo è ricordato nella piazza da tre grosse piastre bianche posate a terra, la ferita è grande, oggi il 60° viene ricordato dal sindaco di Rimini Ravaioli, che dal bellissimo palco allestito per l'occasione incita i presenti, circa 2.500, a non dimenticare e ad unirsi col cuore a quei tre ragazzi, eroi e martiri della resistenza. Dopo i doverosi applausi è con gioia che si accoglie l'annuncio del concerto Rock dei Gang, già sul palco, e dei Modena city Ramblers. Non si perde tempo, due schitarrate di prova, e vai, parte la batteria.



Già qualcuno salta fino a quando il suono potente li travolge tutti, subito tagliente la chitarra di Sandro, in molti si avvicinano appassionati dalle parole di Marino e cominciano a cantare con lui "Socialdemocrazia". Il rock'n'roll è servito, sotto il palco il pubblico preso dalla bella musica, è sempre più unito e coinvolto dai pezzi suonati e raccontati dai f.lli Severini. La serata è speciale, e la Gang lo sa perfettamente. Quando Marino chiama sul palco i MCR per eseguire un pezzo insieme, non manca lo stupore tra i presenti, "questa si che è partecipazione" sento dire, ancora una volta la musica e arrivata fra noi con la dolce "Pianura dei sette fratelli". Marino si prende il tempo di comunicare col pubblico: " la nostra democrazia, come in una casa, è costruita su di un muro portante, quello che non si tocca mai nelle ristrutturazioni, quello dove ci si ripara nelle difficoltà, ebbene quel muro portante in Italia si chiama resistenza". L'applauso è di tutta l'intera piazza Cavour, assistiamo ai brani che portano al finale del concerto, l'ultimo è dedicato a Marcos un uomo di cui ognuno di noi, ci dice Marino, porta un pezzo nel cuore. Grandi i Gang, capaci in un'ora di regalarci emozioni, bella musica, storia, amore e libertà. Prendere o lasciare, buona fortuna e arrivederci. Il cambio palco vuole un pò di tempo e "Fry" dei MCR ci presenta un video digitale girato in Palestina. Storico l'incontro di Francesco Monetti "Fry" e dei rappresentanti UCODEP e COOP con Arafat, per la prossima inaugurazione di un pozzo d'acqua nei territori.



Complimenti per l'iniziativa e per la testimonianza. Ancora qualche minuto e tutto è pronto, il telone con la bomba MCR, la bandiera della Palestina che scende dalle percussioni introducono la band sul palco. E' subito delirio tra i ragazzi, e quando parte la musica si lasciano trasportare fino alle transenne, non vedevano l'ora e questo è il loro momento. I MCR uniscono gli strumenti come in un orchestra, sono molto motivati e la loro sequenza dei brani "prende" tutti i ragazzi che ne cantano ogni singola parola. Stefano Bellotti "Cisco" canta con la voglia di arrivare fino all'ultimo dei 2500 presenti, la sua voce avvolge la platea, Roberto Zeno va alle tastiere poi alle percussioni e nel brano successivo prende la chitarra acustica con la scioltezza del maestro che dimostra di essere. E' con il cuore che accolgo il brano dedicato a Peppino Impastato 1,2,3,4,5,10,100, 1000 come lui, un uomo che lotta contro la mafia nella sua terra, grande "Cisco" nel dircelo e ricordarlo. I MCR sono passati tra il pubblico attraverso le note, il grande potere della musica si è compiuto, favoloso quel tin whistle di Francesco D'Aniello che ci regala momenti magici, "Fry" accarezza le corde della chitarra elettrica per poi ballare e scatenarsi al violino. Dopo una breve pausa rientrano, la musica popolare continua ed è favoloso ascoltare l'intreccio del rock con il folklore popolare Italiano, il cielo che li ricopre è sicuramente quello irlandese, patria ideale nel cuore dei MCR fin dalle origini. Siamo quasi al finale quando "Cisco" chiama sul palco l'amico e partigiano Marino Severini col fratello Sandro per eseguire un pezzo insieme. E' " I Fought The Law" una versione con chitarra baritono di Massimo Ghiacci "Ice", fisarmonica di Daniele Contardo, il banjo di Luca Giacometti "Gabibbo", voce di "Cisco" e Marino, e la chitarra elettrica di Sandro, si uniscono agli altri strumenti : violino, basso, chitarra acustica, batteria (suonata da Arcangelo "Kaba"Cavazzuti, stremato, con l'asciugamano al collo), per una versione davvero coraggiosa e per questo apprezzata e amata. Alla fine del pezzo l'entusiasmo e alle stelle, vengono invitati sul palco dei bambini sahariani per un ballo in comune , si tratta di "Bella Ciao" brano fisso ormai nella scaletta dei MCR ma che questa volta ha un sapore più particolare, per come si inserisce nel contesto di serata commemorativa e per come viene vissuta sul palco e tra il pubblico. Sembra finita e poi un'altro pezzo, è finita davvero penso, invece ancora un'altro pezzo, è la ninna nanna che ci accompagna a casa felici per aver assistito ad un sano spettacolo politico e musicale, connubio perfetto per chi non dimentica mai passato e lavora per il futuro.

Silvio Calesini